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Pordenone, lì giovedi 19 ottobre 2017














  22/07/2015

SONEGO SU MINORANZA SLOVENA E COLLEGI CAMERALI

In Friuli Venezia Giulia allargare il collegio di Trieste-Gorizia significa ridurre le possibilità di eleggere un esponente della minoranza nazionale slovena alla Camera dei Deputati.

L'Italicum di per se' rende complessa l'elezione di rappresentanti sloveni, una definizione sbagliata dei collegi accentuerebbe le difficoltà. Si tratterebbe di un passo che invito a valutare con tutta la prudenza e la ponderatezza del caso.




  07/07/2015

AVANTI CON LE RIFORME COSTITUZIONALI

Il processo di cambiamento della Costituzione per rendere più moderno il nostro sistema politico-istituzionale deve concludersi: il Pd ha preso questo impegno con il paese alle elezioni politiche del 2013 e lo deve fare con tutte le forze interessate a rinnovarlo.

E' essenziale partire da una riforma rigorosa e convincente della Costituzione che tenga insieme rappresentanza e governabilità, superando il bicameralismo perfetto che ha caratterizzato i primi settant'anni di vita repubblicana.

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  02/02/2015

IN PILLOLE. LA LEGGE ELETTORALE COME APPROVATA DAL SENATO

Il 27 gennaio 2015, il Senato ha approvato l'A.S. 1386 che contiene la riforma del sistema elettorale per la Camera dei deputati. Le principali caratteristiche del sistema sono:
  • la divisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni regionali, ciascuna delle quali suddivisa in collegi plurinominali per un totale di 100 collegi;
  • l'attribuzione dei seggi si svolge su base nazionale e proporzionale, con una soglia di sbarramento e un premio di maggioranza al massimo di 340 seggi;
  • gli eletti sono individuati all'interno di collegi plurinominali con "liste corte", composte da un capolista predeterminato e altri candidati sui quali l'elettore puo esprimere una o due preferenze.
  • la soglia di sbarramento per accedere all' attribuzione dei seggi è unica e basata sulla percentuale dei voti validi a livello nazionale: 3% per tutte le liste. Resta ferma la soglia al 20% dei voti validi della circoscrizione per la lista rappresentativa di minoranza linguistica riconosciuta
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  27/01/2015

SONEGO E IL VOTO FINALE SULL'ITALICUM

Non ho partecipato al voto sulla legge nel suo complesso come altri colleghi che come me si sono impegnati contro i nominati.

Ho firmato e votato gli emendamenti che avrebbero consentito ai cittadini di scegliersi il parlamentare anziché vederselo imposto in ragione del 60% degli eletti a causa dei capolista bloccati.

Ho scelto di sostenere con coerenza quegli emendamenti perché l'impegno del Pd, nei programmi e nelle dichiarazioni di tutti i candidati a segretario durante le primarie, è sempre stato chiaro: niente nominati.

Spiace che una maggioranza di senatori abbia fatto scelte che vanno in altra direzione.

Sarebbe stato un errore votare contro la legge nel suo complesso perché, anche grazie all'impegno di tanti di noi, la legge è oggettivamente migliorata. Non c'erano le condizioni per un voto favorevole perché rimane la ferita dei parlamentari nominati anziché eletti.





  21/01/2015

SONEGO SUGLI EMENDAMENTI ALL'ITALICUM

Ho votato gli emendamenti che avevo sottoscritto insieme ad altri colleghi per consentire agli elettori di scegliersi il parlamentare con il voto di preferenza.

Con molti altri senatori ho cercato di migliorare la legge elettorale. Una maggioranza di senatori non ha consentito quel passo in avanti e il 60% del Parlamento continuerà ad essere nominato.





  09/12/2014

L'ITALICUM NON MI PIACE. IL CITTADINO NON PUO' SCEGLIERE

All'Italicum mancano le preferenze e «io sono per riconsegnare lo scettro al cittadino elettore». La legge elettorale è un «elemento fondativo della Repubblica, ne terrò conto nell'esprimere le mie opinioni e il mio voto». Così il senatore del Pd Lodovico Sonego, che a Roma non stenta a far sentire le sue posizioni anche in divergenza ai dettami del partito, quando si è alla vigilia di quella che nelle intenzioni del premier Matteo Renzi dovrebbe essere una corsa finale e veloce per l'approvazione del nuovo strumento elettorale, l'Italicum.

Renzi vorrebbe fosse varato entro l'anno. Sarà così? Si vedrà.

Nella visione di Sonego il testo ha fatto passi avanti rispetto alle critiche aspre che egli stesso mosse nella prima stesura (per premio di maggioranza e soglia di sbarramento), ma resta il vulnus «molto serio» per il quale il cittadino non può scegliere il suo rappresentante.

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