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Pordenone, l├Č venerdi 7 maggio 2021
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20/02/2021

INTEGRAZIONE A SENSO UNICO?


Lodovico Sonego, già Presidente della Delegazione parlamentare italiana presso la Central European Initiative

La questione ultima ├Ę la democrazia e su quellÔÇÖaltare chiunque ├Ę tenuto a pronunciarsi senza ambiguit├á innanzi agli italiani e alla Costituzione della Repubblica dicendo da che parte sta. Come si vede ho dichiarato la conclusione sin dallÔÇÖinizio e anticipo che torner├▓ sullÔÇÖargomento ragionando per gradi. Aggiungo che affronter├▓ il nodo dellÔÇÖintegrazione degli immigrati esprimendomi da persona che si riconosce nella Sinistra europea e condividendo la necessit├á di quel processo con tutte le conseguenze, a cominciare dellÔÇÖurgenza di riconoscere lo ius soli: doveroso e conveniente. Ma detto questo si ├Ę detto davvero troppo poco. In Italia ci sono milioni di immigrati e per molti di essi lÔÇÖintegrazione ├Ę un problema risolto con successo, si pensi ai romeni o agli albanesi; la questione si pone invece quando la persona indigena e quella immigrata -spesso in modo reciproco- si percepiscono come irrimediabilmente differenti. La Destra risolve la questione in modo semplice e traumatico respingendo lÔÇÖimmigrato, la Sinistra proponendo un percorso di conciliazione delle differenze che chiama integrazione e che per├▓ viene indicata in modo cos├Č povero ed ambiguo da essere privo di connotati e scarsamente convincente....

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18/02/2021

NUOVO PATTO EUROPEO SULL'IMMIGRAZIONE


Lodovico Sonego, già Presidente della Delegazione parlamentare italiana presso la Central European Initiative

Il CeSPI apre un forum sullÔÇÖimmigrazione chiedendo una riflessione a proposito del Nuovo Patto su Migrazioni ed Asilo, varato a settembre 2020 dalla Commissione europea. I paesi membri dellÔÇÖEuropa mediterranea hanno atteso con speranza i nuovi indirizzi comunitari, quelli del Nord e Centro Est con timore. Come previsto, le opposte aspettative hanno limitato la portata del Patto, che finisce per non essere poi tanto ÔÇťnuovoÔÇŁ. LÔÇÖaspetto pi├╣ vistoso ├Ę che si invocano i principi della solidariet├á e della responsabilit├á, ma il Regolamento di Dublino sembra proprio intoccabile, insomma le contrapposizioni geografiche impediscono riforme di spessore. Quelle divisioni producono anche lÔÇÖeffetto collaterale di far passare in secondo piano, e a volte persino di nascondere, il fatto che in materia di migrazioni lÔÇÖEuropa ├Ę divisa anche da una faglia profonda che separa Destra e Sinistra. Da persona che si riconosce nel campo della Sinistra europea, ritengo invece essenziale superare lÔÇÖapproccio fuorviante della contrapposizione geografica, per riportare lÔÇÖapprofondimento sul terreno pi├╣ propriamente politico e cercare i presupposti su cui fondare unÔÇÖazione convincente ed unitaria della Sinistra continentale....

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18/07/2020

BALCANI OCCIDENTALI: UN PAPER DI SONEGO PUBBLICATO DA CESPI


Oltre il desiderio e la retorica. CESPI propone un aggiornamento sui Balcani Occidentali con un documento che, premesse varie affermazioni, sollecita il dibattito con alcune domande. Fra le affermazioni vi ├Ę: "Una piena appartenenza della Serbia all'Unione europea potr├á evitare il rischio che Belgrado sia attratta in altre orbite." e poi "E' l'inclusione europea che sollecita Serbia e Kosovo a normalizzare le loro relazioni.". Le asserzioni citate vanno discusse. L'europeismo dei paesi fondatori, a volte collocato in un'area che sta tra desiderio e retorica, ritiene che l'ingresso nelle istituzioni comunitarie sia di per s├Ę un fattore stabilizzante e di adesione ai valori liberaldemocratici dell'Occidente. Gli anni pi├╣ recenti e le esperienze di Polonia, Ungheria, Cechia hanno svelato che per i longevi governi eletti in quei paesi l'UE ├Ę certamente una scelta di campo occidentale ma non liberaldemocratica. Ancor pi├╣ recentemente si ├Ę realizzato che vi sono paesi, i Frugali, Olanda in primis, che considerano certamente l'adesione all'Unione come una scelta di campo occidentale, liberaldemocratica, di utile partecipazione al pi├╣ grande mercato unico ma assai meno come condivisione di un comune progetto propriamente politico....

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02/04/2020

IL PATTO DI RINASCITA CHE SERVE ALLA REGIONE


Un Patto di rinascita come nel 1976: ├Ę questo che ci serve. Il presidente Massimiliano Fedriga ha lanciato l'idea di un patto per il rilancio dell'economia del Friuli Venezia Giulia colpita dal coronavirus. La proposta, indirizzata a sindacati ed associazioni imprenditoriali, ├Ę condivisibile e se debitamente implementata pu├▓ essere la chiave di volta per la ripresa. Le recentissime estrapolazioni di Prometeia che considerano l'effetto della quarantena economica ci aiutano a definire la dimensione del problema, l'Istituto prevede che il Pil italiano cadr├á di oltre il 10% nel primo semestre 2020 e del 6.5% su base annua per poi recuperare il 3,3 nel 2021 e l'1,2 l''anno successivo. Significa arrivare al 1 gennaio 2023 con il 98,5% di ci├▓ che avevamo nel 2019. La flessione sar├á distribuita come segue: 10% manifattura, 27% servizi legati al turismo, 16% trasporto ed intrattenimento ma non serve scomodare l'econometria per concludere che siccome la manifattura ├Ę concentrata al Nord quel dieci per cento nazionale avr├á da noi un valore pi├╣ alto mentre per gli altri due settori ├Ę immaginabile una maggiore uniformit├á lungo lo stivale.

Dietro ai numeri ci sono aziende chiuse e disoccupati che sollecitano l'urgenza di lavorare al patto di Fedriga evitando l'errore di agire in sequenza, prima la salute e poi l'economia. Sappiamo già che sindacati ed imprese faranno la loro parte e che i contenuti del Patto di rinascita, oggi come col terremoto del 1976, dipenderanno da quanto e come farà la Regione. Quanto e come, appunto. Per il primo aspetto la Regione deve mettere le carte in tavola condividendo con i partner le informazioni di bilancio e pattuendo le fondamentali strategie economiche...

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20/03/2020

LE COSE DA FARE SUBITO PER SCUOTERE IL SISTEMA


Mentre, fra molti lutti, combattiamo il virus che paralizza l'Europa ├Ę urgente allestire una convincente strategia per prenderci cura dell'economia del Friuli Venezia Giulia che non sfuggir├á al contraccolpo generalizzato, non ci siamo completamente ripresi dallo shock del 2008 che ora si prospetta una nuova gelata per Pil e occupazione.

Le contromisure vanno varate ora perch├Ę anche in economia il fattore tempo ├Ę essenziale, la tempestivit├á della reazione limita i danni e sostiene la fiducia. Il Governo ha gi├á varato prime misure che sono giuste e consistenti, altre seguiranno. Ora tocca a noi, la Regione autonoma approvi un Recovery Act tarato sui prossimi dodici/diciotto mesi che sono il periodo in cui si decide della vita o della morte di molte imprese, dovr├á essere un programma massiccio perch├Ę la tempesta che arriva non si affronta con bruscolini. La prima preoccupazione ├Ę la liquidit├á delle imprese che andr├á in sofferenza in pochissimo tempo e allora urge allestire uno schema della Regione che controgarantisca i confidi, il programma va concordato con banche, associazioni di categoria, sindacati e consorzi fidi...

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04/02/2020

SFIDA DEMOGRAFICA. CONTRIBUTO DI SONEGO PER UN DIBATTITO


Il paper vuole essere un contributo all'istruttoria per un dibattito sulla sfida demografica in Europa. La questione demografica del Friuli Venezia Giulia e delle altre regioni italiane viene collocata nel contesto continentale.
  • Nel 2066 l'Italia sar├á passata dagli attuali 60.3 MIL di abitanti a 53.5 ma senza immigrazione straniera scenderebbe a 44 MIL; per il Friuli Venezia Giulia si passerebbe dagli attuali 1.2 MIL a 1.06 MIL e a 0.88 MIL senza immigrazione straniera. L'UE-28 passer├á dagli attuali 512.4 MIL a 429.9 MIL ma scenderebbe a 359.3 senza immigrazione extracomunitaria. Le proiezioni al 2100 sono pi├╣ severe.
  • L'unico paese europeo di grande dimensione con una sostanziale stabilit├á demografica sar├á la Francia.
  • Il futuro dell'Europa ├Ę una popolazione pi├╣ ristretta e pi├╣ anziana, con una forza lavoro meno numerosa.
  • Studi e posizioni istituzionali tendono a condividere in modo diffuso che n├ę una maggiore natalit├á n├ę l'immigrazione extracomunitaria possano risolvere il gap demografico dell'Europa
  • Il problema del Friuli Venezia Giulia e delle altre regioni italiane viene approfondito guardando a ci├▓ che accade nei paesi dell'Europa Centro Orientale e in Germania. I paesi CESEE, anche in virt├╣ della demografia, corrono il rischio del growing old before becoming rich, la Germania pensa di contrastare la seria e rapida riduzione della forza lavoro con un massiccio programma di digitalizzazione dell'industria finalizzata ad aumentare la produttivit├á.
  • E' generalmente condiviso da studi e posizioni istituzionali che le due principali leve con cui l'Europa deve reagire al calo demografico sono l'aumento della partecipazione al lavoro (Modello svedese) e l'aumento della produttivit├á
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20/06/2019

SEMINARIO DELL'UNIVERSITA' DI UDINE: SONEGO SUL LIBRO DI STIGLITZ


   


Questo seminario desidera approfondire le indicazioni del libro di Stiglitz e per forza di cose mi soffermer├á solo su alcuni aspetti del lavoro. Osservando in primo luogo che il filo rosso che attraversa tutto il lavoro ├Ę il conflitto dottrinario, politico e di politica economica con il Liberismo. Riemerge lo scontro teorico degli anni venti del '900 in cui Keynes e Sraffa prevalsero su Hayek il quale, molti anni dopo, fu vendicato sul piano della prassi politica da Friedman e dal Reaganismo.

Il libro rilancia quel conflitto teorico con il Liberismo sul terreno delle politiche economiche....

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29/04/2019

THE NEW SILK ROAD & MADE IN CHINA 2025



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11/03/2019

SONEGO AL PROPELLER CLUB SU INFRASTRUTTURE FERROVIE E PORTO



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03/12/2018

CANCELLATA LA NUOVA LINEA FERROVIARIA AV/AC VENEZIA-TRIESTE-DIVAČA

Cosa ├Ę accaduto ad ottobre in Parlamento e cosa accadr├á

Questo breve paper si prefigge un approfondimento delle conseguenze del voto con il quale le commissioni trasporti di Senato e Camera hanno deciso di cancellare la progettazione e realizzazione della nuova linea ferroviaria AV/AC Venezia-Trieste-Divača.

La linea costituisce un segmento essenziale del Corridoio Mediterraneo previsto dalla programmazione dell'UE con la strategia TEN-T e rafforzato con le misure Connecting Europe Facility. Il Corridoio parte dalla Spagna meridionale e raggiunge il confine con l´┐ŻUcraina offrendo enormi opportunit├á all'Italia per il suo ruolo continentale e mediterraneo.

Il voto parlamentare che cancella la nuova linea AV/AC Venezia-Trieste-Divača ├Ę la decisione unilaterale con la quale l'Italia si contrappone alle scelte comunitarie alle quali, peraltro, ha sin qui dato un contributo determinante.

La tratta Trieste-Divača, anche per l'UE, riveste un ulteriore valore strategico perch´┐Ż costituisce una sezione transfrontaliera tra due stati membri.

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27/10/2018

SEMINARIO DI APPROFONDIMENTO: DEMOCRAZIA OGGI

Spunti per un approccio dal lato delle relazioni internazionali

Inizio l´┐Żintroduzione mettendo le mani avanti. Il mio contributo al dibattito non avr´┐Ż il carattere e il rigore di una trattazione accademica e non sar´┐Ż nemmeno esaustivo, l´┐Żargomento del resto ´┐Ż immenso. Per scelta mi focalizzer´┐Ż invece su un breve segmento della materia cercando di proporre soltanto, nonostante il pur ristretto ambito che ho scelto, il filo di un ragionamento di politica internazionale spendibile nell´┐Żazione corrente piuttosto che una trattazione completa. D´┐Żalta parte in un seminario che vuole far discutere si fa cos´┐Ż.

Si tratter´┐Ż di democrazia, corre l´┐Żobbligo di precisare che l´┐Żespressione non verr´┐Ż usata in modo generico ma con riferimento alla democrazia liberale e rappresentativa volendo marcare la distanza da declinazioni dirette o plebiscitarie.

Parto dalle conclusioni che enuncio come segue: I progressisti possono avere un futuro in Italia e nel mondo se assumono la democrazia come principale fondamento della loro azione e si impegnano a collaborare su scala globale, sulla base di un nuovo internazionalismo, per affermare politiche domestiche ed internazionali improntate al principio democratico. L´┐Żinternazionale dei progressisti deve essere essenzialmente l´┐Żinternazionale della democrazia.

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08/06/2018

SONEGO: CONSEGUENZE DELLA RIFORMA DELL´┐ŻART.49 DELLO STATUTO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Una prima valutazione e la proposta di approfondimento sulla base della collaborazione tra Presidente della Regione,
Consiglio regionale e Corte dei Conti


Questa nota ´┐Ż destinata al Presidente della Regione, al Consiglio regionale ed alla Corte dei Conti volendo contribuire ad un approfondimento degli effetti della recente riforma dell'articolo 49 dello Statuto speciale della Regione Autonoma Friuli venezia Giulia.

Vi ´┐Ż anche l'intento di offrire ai grandi portatori di interesse, a cominciare dalle forze sociali ed economiche, una base informativa utile per partecipare al dibattito pubblico.

1. La riforma dell´┐Żart. 49

La legge 27 dicembre 2017, n. 2051 ha modificato l´┐Żarticolo 49 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, Statuto speciale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. I commi da 815 a 828 dispongono varie misure riguardanti la Regione ma qui ci soffermeremo in particolare sulle modifiche dei decimi di compartecipazione ai tributi erariali introdotte dal comma 817; dal primo gennaio 2018 quasi tutte le compartecipazioni regionali saranno allineate a 5.91 decimi in luogo della pluralit´┐Ż di frazioni vigente sino al 31 dicembre 2017. La tabella 1 sintetizza la situazione antecedente e successiva alla riforma.

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07/11/2017

IL DECENNIO PERDUTO: 2008 ´┐Ż 2018 - L'AUTONOMIA SPECIALE

Due presidenti stessa politica. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

1. Facciamo il punto

E´┐Ż bene che di tanto in tanto si faccia il punto nave per capire se la rotta della comunit´┐Ż regionale dei cittadini, delle famiglie e delle imprese ´┐Ż giusta ma anche per scrutinare il lavoro di chi sta sul ponte di comando. In questo caso si cercher´┐Ż di fare il punto sullo stato della speciale autonomia statutaria che con l´┐Żarticolo 116 della Costituzione e la legge costituzionale 1 del 1963 ´┐Ż stata assegnata al Friuli Venezia Giulia, anzi ad essere pi´┐Ż precisi l´┐Żesame si riferir´┐Ż solo ai rapporti tra la Regione Autonoma e lo Stato che del complesso dell´┐Żintera materia dell´┐Żautomia ´┐Ż solamente un segmento.

La trattazione si riferir´┐Ż in particolare ai patti stipulati tra i due governi per la materia economica e delle norme di attuazione dello Statuto speciale.

2. 2008-2013. La Donazione Tondo

Il quinquennio di Renzo Tondo ´┐Ż connotato dal patto Tondo-Tremonti (Patto Tondo) sottoscritto il 29 ottobre 2010 e da quattro norme di attuazione dello Statuto di autonomia speciale della Regione, converr´┐Ż iniziare da quest´┐Żultime. Si tratta in due casi di provvedimenti proposti dallo Stato in materia di sanit´┐Ż penitenziaria per coordinare le competenze regionali in materia di salute con quelle dello Stato in materia di giustizia, quei decreti legislativi non sono il frutto di un sollecito regionale in chiave autonomistica ma di una proposta statale per risolvere problemi dell´┐Żorganizzazione penitenziaria.

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04/10/2017

IL DECENNIO PERDUTO: 2008 ´┐Ż 2018 TONDO E SERRACCHIANI

Due presidenti stessa politica. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il debito e gli investimenti.

1. La discussione sul debito della Regione

Questo paper desidera approfondire un argomento della discussione pubblica regionale che nel corso degli ultimi dieci anni ´┐Ż stato cos´┐Ż spesso oggetto di comunicazione politica e giornalistica eppure mai di una riflessione sostenuta da un apparato motivazionale, tanto meno documentata. L´┐Żesito ´┐Ż stato la somma decennale di asserzioni propagandistiche cui ha tuttavia fatto riscontro una corrispondente e pedissequa azione nel governo della Regione.

Accade raramente che una propaganda cos´┐Ż estrema venga seguita da implementazione corrispondente, nel caso di cui parliamo la tradizione ´┐Ż smentita. Mi riferisco al debito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in particolare della proclamata necessit´┐Ż di tagliarlo in considerazione della sua insostenibilit´┐Ż e persino della sua natura intrinsecamente negativa. La memoria rinvia all´┐Żacceso confronto politico della campagna elettorale per le regionali del 2008 che videro contrapposti il presidente uscente Riccardo Illy e lo sfidante Renzo Tondo che peraltro aveva preceduto proprio Illy alla guida della Regione dal giugno 2001 al giugno 2003.

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26.12.2014 - LA LEGGE COSTITUZIONALE APPROVATA DAL SENATO IN PRIMA LETTURA L´┐ŻOTTO AGOSTO 2014

IL FRIULI VENEZIA GIULIA E LE ALTRE AUTONOMIE SPECIALI NELLA NUOVA COSTITUZIONE


1. Il Senato ha approvato in prima lettura la riforma della Costituzione che prevede il superamento del bicameralismo perfetto e una significativa riorganizzazione del Titolo V1. Questo paper si concentra solo su un tratto delle norme approvate: la disciplina transitoria che afferisce le Regioni a Statuto speciale e le Provincie autonome di Trento e di Bolzano.

Lo scopo non ´┐Ż la trattazione dottrinaria che viene lasciata ai costituzionalisti, l´┐Żautore si prefigge invece di riferire notizie sulla genesi delle norme e di proporre qualche considerazione politica. Le argomentazioni che seguono possono essere utili anche per il dibattito costituzionale che ´┐Ż appena iniziato alla Camera dei Deputati per la prima lettura.

2. La riforma della Carta tratta la materia delle regioni in un contesto istituzionale e di opinione pubblica che non ´┐Ż favorevole al regionalismo, anzi la rilettura costituzionale ´┐Ż vissuta come l´┐Żopportunit´┐Ż per una rivalsa storica. Lo Stato, a cominciare dai suoi apparati centrali, i sindaci delle citt´┐Ż maggiori, i grandi gruppi economici che nel corso degli anni hanno scoperto di dover fare i conti con venti governatori oltre che con la tradizionale rete centrale di ministeri, gabinetti, ecc.


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25.11.2014 - effetti della crisi economica e impiego delle risorse pubbliche

IL TRASPORTO FERROVIARIO MERCI IN ITALIA


Sonego introduce un convegno del Pd a Roma sul trasporto ferroviario.

L´┐Żodierna conversazione ha lo scopo di fare il punto sul trasporto ferroviario delle merci in Italia mentre accadono cose rilevanti dentro e fuori il Paese: in Europa si discute del IV Pacchetto Ferroviario, si sta allestendo la Legge di Stabilit´┐Ż per il 2015, l´┐ŻAutorit´┐Ż per la Regolazione del Trasporto muove i primi passi e si ´┐Ż gi´┐Ż occupata di ferrovia, si sta discutendo della quotazione del Gruppo FS.

La mia introduzione non far´┐Ż approfondimenti di dettaglio, su cui si concentreranno invece gli autorevoli panelist che seguiranno, mi sforzer´┐Ż invece di proporre il filo rosso di una impostazione generale che possa offrire una prospettiva di crescita al cargo ferroviario italiano.


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30.10.2014 - Un approfondimento sulla natura del sistema degli enti locali come contributo all'istruttoria per la riforma

L'IDENTITA' DEI COMUNI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


E´┐Ż in corso da ormai molti anni una discussione molto ampia sui comuni del Friuli Venezia Giulia e sul modo maggiormente desiderabile di riorganizzarne l´┐Żassetto istituzionale. Si tratta di un dibattito importante ed ´┐Ż giusto che assuma i connotati di una riflessione ordinata e razionale: come sempre ´┐Ż essenziale indicare in modo trasparente gli obiettivi delle riforme che ci si prefigge ma, prima ancora, ´┐Ż necessario avere una adeguata consapevolezza della effettiva natura dell´┐Żoggetto che si intende riformare.

I comuni, appunto. Ma attenzione, stiamo discutendo specificamente dei comuni del Friuli Venezia Giulia che non ´┐Ż detto siano assimilabili al profilo istituzionale ed economico del comune medio italiano. Siamo proprio sicuri di conoscere in modo sufficiente che cosa siano oggi i comuni del Friuli Venezia Giulia?


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24.10.2014 - DAL SOCIALISTA CLEMENT ATTLEE AL NEW LABOUR TONY BLAIR, AL CONSERVATORE DAVID CAMERON

LE FERROVIE BRITANNICHE


L´┐Żesperienza delle ferrovie inglesi viene spesso citata nel dibattito italiano come esempio negativo. Ci si riferisce al caso britannico assumendolo come la dimostrazione che le privatizzazioni volute da Margaret Thatcher hanno prodotto effetti negativi e, segnatamente, danneggiato il trasporto ferroviario. Questa breve scheda desidera riassumere i nodali punti evolutivi dell´┐Żorganizzazione del sistema ferroviario britannico dal secondo dopoguerra ad oggi.

Dal 1948 ad oggi

Il sistema ferroviario britannico ha conosciuto una fase di forte sviluppo nel corso del XIX secolo sulla base di una molteplicit´┐Ż di operatori dell´┐Żinfrastruttura e del servizio. La prima guerra mondiale spinge il governo ad esercitare un forte controllo sull´┐Żintero sistema per ragioni militari, si introducono in questo modo significativi elementi di coordinamento e sinergia in un assetto fortemente frammentato. Nel corso degli anni venti un processo di concentrazione riduce a quattro gli operatori ferroviari del paese ( Big Four) e tale organizzazione attraversa l´┐Żintera fase del secondo conflitto mondiale.

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04.07.2014 - Tra crisi economica e riorganizzazione dei sistemi territoriali

COSTRUIRE IL FUTURO DELLA DESTRA TAGLIAMENTO


Gentili ospiti, scopo della conversazione di questa sera ´┐Ż un confronto aperto per cercare di definire una convincente strategia che sappia portare la citt´┐Ż e la provincia di Pordenone oltre le secche della presente congiuntura economica.

L´┐Żincontro avr´┐Ż avuto successo se al termine sar´┐Ż emerso il filo rosso di una politica e di azioni da implementare in sede locale e regionale per una prospettiva di crescita che ci accompagni oltre le secche delle difficolt´┐Ż attuali. Sto parlando cio´┐Ż di strategie e di misure che possiamo varare noi in sede locale e regionale evitando di buttare la palla in tribuna con l´┐Żinvocazione di azioni che dovrebbero fare altri diversi da noi.

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28/01/2014

COSTO DEL LAVORO, CUNEO FISCALE E PRODUTTIVITA´┐Ż IN DIECI PAESI UE


La questione del complesso degli oneri retributivi del lavoro dipendente, ci´┐Ż che viene pi´┐Ż spicciativamente chiamato costo del lavoro, non ´┐Ż nuova, ma ha assunto una rinnovata attualit´┐Ż nella fase di recessione che connota l´┐ŻEuropa dal 2009. In Italia l´┐Żattualit´┐Ż dell´┐Żargomento viene ulteriormente enfatizzata dalle difficolt´┐Ż specificamente domestiche di superamento della depressione.

In questo duplice contesto si collocano i casi della strategia di localizzazione degli investimenti di due multinazionali del bianco: Indesit e Electrolux. Due imprese del medesimo settore, con problemi industriali in certa misura assimilabili e che al momento pensano a differenti strategie di medio termine.

Fatte salve le differenze dei due casi l´┐Żargomento del costo delle retribuzioni dei dipendenti costituisce da tempo l´┐Żelemento centrale ed unificante di entrambe le vicende, tanto da oscurare ogni altro fattore aziendale di successo o insuccesso. Indesit ha scelto la via di una ri-localizzazione italiana e si tratter´┐Ż di vederne gli esiti; Electrolux ha avviato una investigazione sulla competitivit´┐Ż dei propri stabilimenti italiani con lo scopo di verificare, caso per caso, se sussistano ancora le condizioni di una loro sopravvivenza oppure se non sia pi´┐Ż opportuno delocalizzare in paesi dell´┐ŻEuropa centro orientale dove il costo del lavoro ´┐Ż minore.

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28.09.2013 - In che modo la crisi cambia il Friuli Venezia Giulia

Una nuova ricerca economica di Lodovico Sonego

GLI EFFETTI DEL DOPO LEHMAN BROTHERS IN UN SEMINARIO DELLA ASS. NORBERTO BOBBIO


Il lavoro di circa un anno fa sulla produttivit´┐Ż comparata del Friuli Venezia Giulia (FVG) e del sistema renano si era prefisso di ricostruire le tendenze fondamentali dell´┐Żeconomia del Friuli Venezia Giulia lungo il decennio che precede la depressione innescatasi con il crack Lehman Brothers.

Tutto il materiale ´┐Ż qui scaricabile:

2013. Testo integrale della nuova ricerca di Lodovico Sonego
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

2013. l´┐ŻAbstract della nuova ricerca di Lodovico Sonego
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

2013. La presentazione in diapositive della nuova ricerca di Lodovico Sonego
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

26/09/2013. Il comunicato stampa che annuncia il seminario
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

2012. Un approfondimento sulla produttivit´┐Ż del Friuli Venezia Giulia
LA BAVIERA FA UNA ZUPPA MIGLIORE DELLA NOSTRA
CON GLI STESSI INGREDIENTI



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15/01/2012 - Un approfondimento sulla produttivit´┐Ż del Friuli Venezia Giulia

Comparazione del Friuli Venezia Giulia con le regioni del Nord Italia e del sistema renano

LA BAVIERA FA UNA ZUPPA MIGLIORE DELLA NOSTRA CON GLI STESSI INGREDIENTI


I tedeschi fanno una zuppa migliore della nostra usando gli stessi ingredienti. Fuor di metafora: il sistema renano rappresentato in questo lavoro da Baden-W´┐Żrttemberg e Baviera ´┐Ż pi´┐Ż competitivo della Padania pur avendo retribuzioni un po´┐Ż pi´┐Ż generose e la stessa dotazione di investimenti per abitante. Si aggiunga che i due lander assunti come benchmark della produttivit´┐Ż e della crescita sono pi´┐Ż competitivi anche quando hanno un CLUP pi´┐Ż alto.

Il Friuli Venezia Giulia, come del resto tutta l´┐Żeconomia industriale del Nord Italia, ´┐Ż alle prese con il declino ma tale prospettiva pu´┐Ż essere invertita purch´┐Ż lo si desideri e si agisca di conseguenza; si tratta di individuare le politiche e le azioni che possono consentire di riprendere a crescere in misura adeguata.

La prima scelta da compiere, tutta politica, ´┐Ż dichiarare che una pi´┐Ż alta produttivit´┐Ż del Friuli Venezia Giulia per far crescere il reddito e l´┐Żoccupazione ´┐Ż obiettivo di interesse generale come testimoniano le evidenze citate in questo rapporto. L´┐Żobiettivo di una migliore produttivit´┐Ż pu´┐Ż inoltre essere perseguito a condizione che divenga uno scopo largamente condiviso. Vengono anche indicati i titoli di alcune azioni delle quali discutere, poi si tratta di agire ..... leggi tutto il documento

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25/02/2010 - Riflessioni e proposte del Partito democratico per guidare la provincia e la regione oltre la crisi

DOVE VA PORDENONE


Abbiamo pensato di organizzare questa opportunit´┐Ż di riflessione perch´┐Ż c´┐Ż´┐Ż la necessit´┐Ż di un approfondimento sulla situazione della provincia e della regione. E´┐Ż tempo soprattutto di affrontare il tema del come superare la difficile congiuntura economica riprendendo il cammino della crescita. Questa provincia e il Friuli Venezia Giulia sono uno dei motori economici del Paese e rappresentano nel contempo, per tutta la comunit´┐Ż nazionale, un positivo riferimento civico e di organizzazione sociale. Abbiamo pertanto deciso di sollecitare la riflessione del partito e di chiedere il contributo di ospiti esterni con i quali vorremmo individuare la direttrice di marcia capace di guardare aldil´┐Ż dell´┐Żimmediato per rimettere in moto Pordenone e il Friuli Venezia Giulia. Ecco, lo scopo del convegno odierno ´┐Ż proprio questo: partire dalla crisi di oggi, identificandone in modo appropriato caratteri e conseguenze, per definire le strategie che negli anni a venire ci consentano di tornare ad essere un territorio ricco e socialmente coeso. Il convegno definisce in modo dichiarato l´┐Żidentit´┐Ż del Partito democratico. Siamo il partito della crescita e della coesione sociale, vogliamo un Friuli Venezia Giulia pi´┐Ż affluente e una distribuzione del reddito che offra a tutti adeguate opportunit´┐Ż di crescita individuale.

La crisi economica che ha colpito il globo nel 2009, dopo la tempesta finanziaria dell´┐Żautunno 2008, ha picchiato duro anche da noi e continuer´┐Ż a farsi sentire pure nel 2010. Del resto una provincia molto manifatturiera con una notevole propensione all´┐Żexport non pu´┐Ż che risentire pesantemente della caduta della domanda mondiale. La produzione industriale italiana del 2009 ´┐Ż scesa del 17.5% rispetto all´┐Żanno precedente con performance particolarmente critiche per i beni durevoli il che si ripercuote in modo evidente sulla nostra provincia che ´┐Ż focalizzata proprio su tali produzioni....... leggi tutto il documento

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24/02/2005 - Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Relazione dell´┐Żassessore Lodovico Sonego

LA NUOVA POLITICA URBANISTICA DELLA REGIONE


Gentili ospiti, autorit´┐Ż, desidero innanzitutto ringraziarvi per la partecipazione a questo incontro tramite il quale l´┐Żamministrazione propone alla comunit´┐Ż regionale i caratteri fondamentali della nuova politica urbanistica del Friuli Venezia Giulia. E´┐Ż noto che nel programma del governo regionale la questione del territorio e dell´┐Żurbanistica ha una collocazione centrale e che vi ´┐Ż il desiderio di imprimere una accelerazione al programma riformatore anche in questo settore: nuova politica urbanistica regionale significa nuova legislazione riformando in modo organico la vecchia legge 52 del 1991 e anche nuovo piano territoriale regionale. Si tratta di un obiettivo ambizioso ma nel contempo ineludibile. Abbiamo iniziato Ad operare sulla materia gi´┐Ż nel 2004 con l´┐Żallestimento di un gruppo di lavoro composto da una dozzina di esperti che ci hanno aiutato a ritrovare il bandolo di un dibattito politico e disciplinare che nel corso degli anni si era smarrito a causa, principalmente, dell´┐Żaffievolimento del ruolo della Regione. Il gruppo di lavoro, che colgo l´┐Żoccasione di ringraziare pubblicamente, ´┐Ż composto da personalit´┐Ż di diverso orientamento culturale e disciplinare e anche proprio per questo ci ha permesso esiti molto ricchi e completi. Vorremmo che il 2005 fosse l´┐Żanno della accelerazione riformatrice mettendo a frutto il lavoro dell´┐Żanno scorso e sviluppando una discussione estesa che sappia coinvolgere tutti gli enti locali, le professioni, i cittadini e le imprese. Desidero dichiararlo in maniera diretta, riformare la legge regionale e approvare un nuovo piano territoriale implica un reale coinvolgimento della comunit´┐Ż poich´┐Ż si tratta di due strumenti destinati ad influire in modo profondo sul futuro del Friuli Venezia Giulia. ...... leggi tutto il documento

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09/01/2003 - APPROFONDIMENTI SULLE PROSPETTIVE ECONOMICHE

LA COMPETITIVITA´┐Ż NELL´┐ŻETA´┐Ż DELL´┐ŻEURO

DOVE VA PORDENONE


Dove va Pordenone. 1998. La precedente edizione del convegno svoltasi nel dicembre del 1998 ci consegn´┐Ż l´┐Żimmagine di una provincia affermata e ricca in un ambiente economico regionale che condivide con le regioni pi´┐Ż affluenti d´┐ŻEuropa i vertici della ricchezza continentale. L´┐Żincontro di allora, che si svolse proprio nel pieno della notoriet´┐Ż del fenomeno nord est e come quello di oggi si avvalse del contributo di molte opinioni, sottoline´┐Ż anche che non esisteva un nord est indistinto e che Friuli Venezia Giulia (FVG) e Veneto (VE) hanno strutture e performance economiche molto diverse. L´┐Żeconomia della nostra regione in rapporto a quella confinante poteva infatti essere descritta in questo modo: 1) PIL che dal 1970 cresce appaiato con quello veneto ma con una crescita minore dal 1983 e un ulteriore scarto dal 1989 in poi; 2) un flusso annuo di investimenti fissi lordi che in FVG ´┐Ż stato costantemente superiore nel periodo 1980-1995 con l´┐Żeccezione di tre anni per gli investimenti totali e di due anni per quelli dell´┐Żindustria in senso stretto. Nei quattro anni che ci separano dal primo convegno sono intervenuti vari mutamenti, un esempio per tutti l´┐Żintroduzione della moneta unica, e pare perci´┐Ż opportuno aggiornare le tesi di allora, ci proponiamo di farlo con un riguardo particolare a competitivit´┐Ż e produttivit´┐Ż. Pordenone ´┐Ż tuttora una provincia affluente nella quale le tensioni del mercato del lavoro continuano ad essere causate dall´┐Żinsufficienza di offerta pur accusando gli effetti del rallentamento internazionale, il valore aggiunto pro capite prodotto1 colloca il territorio tra le venti provincie italiane economicamente pi´┐Ż forti con un 2001 migliore dell´┐Żanno precedente. Una recente indagine Unioncamere-Prometeia2 sul rischio del sistema export delle provincie italiane ha classificato Pordenone nel gruppo a basso rischio il che, per una provincia particolarmente internazionalizzata e vocata all´┐Żesportazione, ´┐Ż certamente un ottimo segnale........ leggi tutto il documento

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15/06/2000 - Contributo all´┐Żistruttoria sullo stato della finanza degli enti locali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

LA COMPETITIVITA´┐Ż NELL´┐ŻETA´┐Ż DELL´┐ŻEURO

L´┐ŻAVANZO DEL BILANCIO DEI COMUNI NEL 1998


Un problema: l´┐Żavanzo di amministrazione. Scorrendo i numeri a disposizione emerge in primo luogo un dato, tutti i comuni del Friuli-Venezia Giulia concludono l´┐Żesercizio 1998 con un avanzo di amministrazione; con il metodo delle approsimazioni successive e sempre riferendoci al sistema ´┐Ż possibile approdare ad una prima constatazione: i municipi del Friuli-Venezia Giulia non versano in condizione di crisi finanziaria. Si potr´┐Ż obiettare che i principi contabili che disciplinano l´┐Żaccertamento dell´┐Żavanzo sono tali da produrre un effetto ottico che falsa la reale situazione finanziaria dei comuni, ma se l´┐Żavanzo ´┐Ż presente in ogni municipio, se assume l´┐Żentit´┐Ż che i dati confermano e se la deliberazione di assestamento dei conti comunali ´┐Ż diventata cos´┐Ż diffusamente una occasione per decidere voci di spesa ´┐Żnon virtuale- che non erano state incluse nel preventivo ´┐Ż ragionevole ritenere che il fenomeno non sia una illusione contabile. Il totale regionale dell´┐Żavanzo 1998 prodotto dai comuni ´┐Ż pari a 172,2 miliardi, si tratta di un importo rilevante che supera di molto il valore delle variazioni di bilancio fatte dalla Regione in questi ultimi anni e per la cui approvazione nascono le tensioni politiche che sono note a tutti, la variazione del comune di Trieste ha una dimensione significativa ma non se ne sente parlare. Per onor del vero va precisato che il vero avanzo di amministrazione della Regione non coincide con il valore iscritto in variazione perch´┐Ż gi´┐Ż in sede di bilancio di previsione il Consiglio regionale apposta fra le entrate l´┐Żimporto dell´┐Żavanzo presunto, dopo la approvazione del conto consuntivo tale valore viene incrementato della residua parte dell´┐Żavanzo accertato ed ´┐Ż quest´┐Żultima la voce che viene iscritta in variazione......... leggi tutto il documento

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