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Pordenone, lì venerdi 15 dicembre 2017
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07/11/2017

IL DECENNIO PERDUTO: 2008 – 2018 - L'AUTONOMIA SPECIALE

Due presidenti stessa politica. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

1. Facciamo il punto

E’ bene che di tanto in tanto si faccia il punto nave per capire se la rotta della comunità regionale dei cittadini, delle famiglie e delle imprese è giusta ma anche per scrutinare il lavoro di chi sta sul ponte di comando. In questo caso si cercherà di fare il punto sullo stato della speciale autonomia statutaria che con l’articolo 116 della Costituzione e la legge costituzionale 1 del 1963 è stata assegnata al Friuli Venezia Giulia, anzi ad essere più precisi l’esame si riferirà solo ai rapporti tra la Regione Autonoma e lo Stato che del complesso dell’intera materia dell’automia è solamente un segmento.

La trattazione si riferirà in particolare ai patti stipulati tra i due governi per la materia economica e delle norme di attuazione dello Statuto speciale.

2. 2008-2013. La Donazione Tondo

Il quinquennio di Renzo Tondo è connotato dal patto Tondo-Tremonti (Patto Tondo) sottoscritto il 29 ottobre 2010 e da quattro norme di attuazione dello Statuto di autonomia speciale della Regione, converrà iniziare da quest’ultime. Si tratta in due casi di provvedimenti proposti dallo Stato in materia di sanità penitenziaria per coordinare le competenze regionali in materia di salute con quelle dello Stato in materia di giustizia, quei decreti legislativi non sono il frutto di un sollecito regionale in chiave autonomistica ma di una proposta statale per risolvere problemi dell’organizzazione penitenziaria.

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04/10/2017

IL DECENNIO PERDUTO: 2008 – 2018 TONDO E SERRACCHIANI

Due presidenti stessa politica. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il debito e gli investimenti.

1. La discussione sul debito della Regione

Questo paper desidera approfondire un argomento della discussione pubblica regionale che nel corso degli ultimi dieci anni è stato così spesso oggetto di comunicazione politica e giornalistica eppure mai di una riflessione sostenuta da un apparato motivazionale, tanto meno documentata. L’esito è stato la somma decennale di asserzioni propagandistiche cui ha tuttavia fatto riscontro una corrispondente e pedissequa azione nel governo della Regione.

Accade raramente che una propaganda così estrema venga seguita da implementazione corrispondente, nel caso di cui parliamo la tradizione é smentita. Mi riferisco al debito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in particolare della proclamata necessità di tagliarlo in considerazione della sua insostenibilità e persino della sua natura intrinsecamente negativa. La memoria rinvia all’acceso confronto politico della campagna elettorale per le regionali del 2008 che videro contrapposti il presidente uscente Riccardo Illy e lo sfidante Renzo Tondo che peraltro aveva preceduto proprio Illy alla guida della Regione dal giugno 2001 al giugno 2003.

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26.12.2014 - LA LEGGE COSTITUZIONALE APPROVATA DAL SENATO IN PRIMA LETTURA L’OTTO AGOSTO 2014

IL FRIULI VENEZIA GIULIA E LE ALTRE AUTONOMIE SPECIALI NELLA NUOVA COSTITUZIONE


1. Il Senato ha approvato in prima lettura la riforma della Costituzione che prevede il superamento del bicameralismo perfetto e una significativa riorganizzazione del Titolo V1. Questo paper si concentra solo su un tratto delle norme approvate: la disciplina transitoria che afferisce le Regioni a Statuto speciale e le Provincie autonome di Trento e di Bolzano.

Lo scopo non è la trattazione dottrinaria che viene lasciata ai costituzionalisti, l’autore si prefigge invece di riferire notizie sulla genesi delle norme e di proporre qualche considerazione politica. Le argomentazioni che seguono possono essere utili anche per il dibattito costituzionale che è appena iniziato alla Camera dei Deputati per la prima lettura.

2. La riforma della Carta tratta la materia delle regioni in un contesto istituzionale e di opinione pubblica che non è favorevole al regionalismo, anzi la rilettura costituzionale è vissuta come l’opportunità per una rivalsa storica. Lo Stato, a cominciare dai suoi apparati centrali, i sindaci delle città maggiori, i grandi gruppi economici che nel corso degli anni hanno scoperto di dover fare i conti con venti governatori oltre che con la tradizionale rete centrale di ministeri, gabinetti, ecc.


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25.11.2014 - effetti della crisi economica e impiego delle risorse pubbliche

IL TRASPORTO FERROVIARIO MERCI IN ITALIA


Sonego introduce un convegno del Pd a Roma sul trasporto ferroviario.

L’odierna conversazione ha lo scopo di fare il punto sul trasporto ferroviario delle merci in Italia mentre accadono cose rilevanti dentro e fuori il Paese: in Europa si discute del IV Pacchetto Ferroviario, si sta allestendo la Legge di Stabilità per il 2015, l’Autorità per la Regolazione del Trasporto muove i primi passi e si è già occupata di ferrovia, si sta discutendo della quotazione del Gruppo FS.

La mia introduzione non farà approfondimenti di dettaglio, su cui si concentreranno invece gli autorevoli panelist che seguiranno, mi sforzerò invece di proporre il filo rosso di una impostazione generale che possa offrire una prospettiva di crescita al cargo ferroviario italiano.


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30.10.2014 - Un approfondimento sulla natura del sistema degli enti locali come contributo all'istruttoria per la riforma

L'IDENTITA' DEI COMUNI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


E’ in corso da ormai molti anni una discussione molto ampia sui comuni del Friuli Venezia Giulia e sul modo maggiormente desiderabile di riorganizzarne l’assetto istituzionale. Si tratta di un dibattito importante ed è giusto che assuma i connotati di una riflessione ordinata e razionale: come sempre è essenziale indicare in modo trasparente gli obiettivi delle riforme che ci si prefigge ma, prima ancora, è necessario avere una adeguata consapevolezza della effettiva natura dell’oggetto che si intende riformare.

I comuni, appunto. Ma attenzione, stiamo discutendo specificamente dei comuni del Friuli Venezia Giulia che non è detto siano assimilabili al profilo istituzionale ed economico del comune medio italiano. Siamo proprio sicuri di conoscere in modo sufficiente che cosa siano oggi i comuni del Friuli Venezia Giulia?


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24.10.2014 - DAL SOCIALISTA CLEMENT ATTLEE AL NEW LABOUR TONY BLAIR, AL CONSERVATORE DAVID CAMERON

LE FERROVIE BRITANNICHE


L’esperienza delle ferrovie inglesi viene spesso citata nel dibattito italiano come esempio negativo. Ci si riferisce al caso britannico assumendolo come la dimostrazione che le privatizzazioni volute da Margaret Thatcher hanno prodotto effetti negativi e, segnatamente, danneggiato il trasporto ferroviario. Questa breve scheda desidera riassumere i nodali punti evolutivi dell’organizzazione del sistema ferroviario britannico dal secondo dopoguerra ad oggi.

Dal 1948 ad oggi

Il sistema ferroviario britannico ha conosciuto una fase di forte sviluppo nel corso del XIX secolo sulla base di una molteplicità di operatori dell’infrastruttura e del servizio. La prima guerra mondiale spinge il governo ad esercitare un forte controllo sull’intero sistema per ragioni militari, si introducono in questo modo significativi elementi di coordinamento e sinergia in un assetto fortemente frammentato. Nel corso degli anni venti un processo di concentrazione riduce a quattro gli operatori ferroviari del paese ( Big Four) e tale organizzazione attraversa l’intera fase del secondo conflitto mondiale.

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04.07.2014 - Tra crisi economica e riorganizzazione dei sistemi territoriali

COSTRUIRE IL FUTURO DELLA DESTRA TAGLIAMENTO


Gentili ospiti, scopo della conversazione di questa sera è un confronto aperto per cercare di definire una convincente strategia che sappia portare la città e la provincia di Pordenone oltre le secche della presente congiuntura economica.

L’incontro avrà avuto successo se al termine sarà emerso il filo rosso di una politica e di azioni da implementare in sede locale e regionale per una prospettiva di crescita che ci accompagni oltre le secche delle difficoltà attuali. Sto parlando cioè di strategie e di misure che possiamo varare noi in sede locale e regionale evitando di buttare la palla in tribuna con l’invocazione di azioni che dovrebbero fare altri diversi da noi.

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28.09.2013 - In che modo la crisi cambia il Friuli Venezia Giulia

Una nuova ricerca economica di Lodovico Sonego

GLI EFFETTI DEL DOPO LEHMAN BROTHERS IN UN SEMINARIO DELLA ASS. NORBERTO BOBBIO


Il lavoro di circa un anno fa sulla produttività comparata del Friuli Venezia Giulia (FVG) e del sistema renano si era prefisso di ricostruire le tendenze fondamentali dell’economia del Friuli Venezia Giulia lungo il decennio che precede la depressione innescatasi con il crack Lehman Brothers.

Tutto il materiale è qui scaricabile:

2013. Testo integrale della nuova ricerca di Lodovico Sonego
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

2013. l’Abstract della nuova ricerca di Lodovico Sonego
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

2013. La presentazione in diapositive della nuova ricerca di Lodovico Sonego
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

26/09/2013. Il comunicato stampa che annuncia il seminario
FRIULI VENEZIA GIULIA. I CAMBIAMENTI INDOTTI DALLA CRISI
Un primo approfondimento sul quadriennio 2008-2011

2012. Un approfondimento sulla produttività del Friuli Venezia Giulia
LA BAVIERA FA UNA ZUPPA MIGLIORE DELLA NOSTRA
CON GLI STESSI INGREDIENTI



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15/01/2012 - Un approfondimento sulla produttività del Friuli Venezia Giulia

Comparazione del Friuli Venezia Giulia con le regioni del Nord Italia e del sistema renano

LA BAVIERA FA UNA ZUPPA MIGLIORE DELLA NOSTRA CON GLI STESSI INGREDIENTI


I tedeschi fanno una zuppa migliore della nostra usando gli stessi ingredienti. Fuor di metafora: il sistema renano rappresentato in questo lavoro da Baden-Württemberg e Baviera è più competitivo della Padania pur avendo retribuzioni un po’ più generose e la stessa dotazione di investimenti per abitante. Si aggiunga che i due lander assunti come benchmark della produttività e della crescita sono più competitivi anche quando hanno un CLUP più alto.

Il Friuli Venezia Giulia, come del resto tutta l’economia industriale del Nord Italia, è alle prese con il declino ma tale prospettiva può essere invertita purchè lo si desideri e si agisca di conseguenza; si tratta di individuare le politiche e le azioni che possono consentire di riprendere a crescere in misura adeguata.

La prima scelta da compiere, tutta politica, è dichiarare che una più alta produttività del Friuli Venezia Giulia per far crescere il reddito e l’occupazione è obiettivo di interesse generale come testimoniano le evidenze citate in questo rapporto. L’obiettivo di una migliore produttività può inoltre essere perseguito a condizione che divenga uno scopo largamente condiviso. Vengono anche indicati i titoli di alcune azioni delle quali discutere, poi si tratta di agire ..... leggi tutto il documento

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25/02/2010 - Riflessioni e proposte del Partito democratico per guidare la provincia e la regione oltre la crisi

DOVE VA PORDENONE


Abbiamo pensato di organizzare questa opportunità di riflessione perché c’è la necessità di un approfondimento sulla situazione della provincia e della regione. E’ tempo soprattutto di affrontare il tema del come superare la difficile congiuntura economica riprendendo il cammino della crescita. Questa provincia e il Friuli Venezia Giulia sono uno dei motori economici del Paese e rappresentano nel contempo, per tutta la comunità nazionale, un positivo riferimento civico e di organizzazione sociale. Abbiamo pertanto deciso di sollecitare la riflessione del partito e di chiedere il contributo di ospiti esterni con i quali vorremmo individuare la direttrice di marcia capace di guardare aldilà dell’immediato per rimettere in moto Pordenone e il Friuli Venezia Giulia. Ecco, lo scopo del convegno odierno è proprio questo: partire dalla crisi di oggi, identificandone in modo appropriato caratteri e conseguenze, per definire le strategie che negli anni a venire ci consentano di tornare ad essere un territorio ricco e socialmente coeso. Il convegno definisce in modo dichiarato l’identità del Partito democratico. Siamo il partito della crescita e della coesione sociale, vogliamo un Friuli Venezia Giulia più affluente e una distribuzione del reddito che offra a tutti adeguate opportunità di crescita individuale.

La crisi economica che ha colpito il globo nel 2009, dopo la tempesta finanziaria dell’autunno 2008, ha picchiato duro anche da noi e continuerà a farsi sentire pure nel 2010. Del resto una provincia molto manifatturiera con una notevole propensione all’export non può che risentire pesantemente della caduta della domanda mondiale. La produzione industriale italiana del 2009 è scesa del 17.5% rispetto all’anno precedente con performance particolarmente critiche per i beni durevoli il che si ripercuote in modo evidente sulla nostra provincia che è focalizzata proprio su tali produzioni....... leggi tutto il documento

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24/02/2005 - Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Relazione dell’assessore Lodovico Sonego

LA NUOVA POLITICA URBANISTICA DELLA REGIONE


Gentili ospiti, autorità, desidero innanzitutto ringraziarvi per la partecipazione a questo incontro tramite il quale l’amministrazione propone alla comunità regionale i caratteri fondamentali della nuova politica urbanistica del Friuli Venezia Giulia. E’ noto che nel programma del governo regionale la questione del territorio e dell’urbanistica ha una collocazione centrale e che vi è il desiderio di imprimere una accelerazione al programma riformatore anche in questo settore: nuova politica urbanistica regionale significa nuova legislazione riformando in modo organico la vecchia legge 52 del 1991 e anche nuovo piano territoriale regionale. Si tratta di un obiettivo ambizioso ma nel contempo ineludibile. Abbiamo iniziato Ad operare sulla materia già nel 2004 con l’allestimento di un gruppo di lavoro composto da una dozzina di esperti che ci hanno aiutato a ritrovare il bandolo di un dibattito politico e disciplinare che nel corso degli anni si era smarrito a causa, principalmente, dell’affievolimento del ruolo della Regione. Il gruppo di lavoro, che colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente, è composto da personalità di diverso orientamento culturale e disciplinare e anche proprio per questo ci ha permesso esiti molto ricchi e completi. Vorremmo che il 2005 fosse l’anno della accelerazione riformatrice mettendo a frutto il lavoro dell’anno scorso e sviluppando una discussione estesa che sappia coinvolgere tutti gli enti locali, le professioni, i cittadini e le imprese. Desidero dichiararlo in maniera diretta, riformare la legge regionale e approvare un nuovo piano territoriale implica un reale coinvolgimento della comunità poiché si tratta di due strumenti destinati ad influire in modo profondo sul futuro del Friuli Venezia Giulia. ...... leggi tutto il documento

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09/01/2003 - APPROFONDIMENTI SULLE PROSPETTIVE ECONOMICHE

LA COMPETITIVITA’ NELL’ETA’ DELL’EURO

DOVE VA PORDENONE


Dove va Pordenone. 1998. La precedente edizione del convegno svoltasi nel dicembre del 1998 ci consegnò l’immagine di una provincia affermata e ricca in un ambiente economico regionale che condivide con le regioni più affluenti d’Europa i vertici della ricchezza continentale. L’incontro di allora, che si svolse proprio nel pieno della notorietà del fenomeno nord est e come quello di oggi si avvalse del contributo di molte opinioni, sottolineò anche che non esisteva un nord est indistinto e che Friuli Venezia Giulia (FVG) e Veneto (VE) hanno strutture e performance economiche molto diverse. L’economia della nostra regione in rapporto a quella confinante poteva infatti essere descritta in questo modo: 1) PIL che dal 1970 cresce appaiato con quello veneto ma con una crescita minore dal 1983 e un ulteriore scarto dal 1989 in poi; 2) un flusso annuo di investimenti fissi lordi che in FVG è stato costantemente superiore nel periodo 1980-1995 con l’eccezione di tre anni per gli investimenti totali e di due anni per quelli dell’industria in senso stretto. Nei quattro anni che ci separano dal primo convegno sono intervenuti vari mutamenti, un esempio per tutti l’introduzione della moneta unica, e pare perciò opportuno aggiornare le tesi di allora, ci proponiamo di farlo con un riguardo particolare a competitività e produttività. Pordenone è tuttora una provincia affluente nella quale le tensioni del mercato del lavoro continuano ad essere causate dall’insufficienza di offerta pur accusando gli effetti del rallentamento internazionale, il valore aggiunto pro capite prodotto1 colloca il territorio tra le venti provincie italiane economicamente più forti con un 2001 migliore dell’anno precedente. Una recente indagine Unioncamere-Prometeia2 sul rischio del sistema export delle provincie italiane ha classificato Pordenone nel gruppo a basso rischio il che, per una provincia particolarmente internazionalizzata e vocata all’esportazione, è certamente un ottimo segnale........ leggi tutto il documento

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15/06/2000 - Contributo all’istruttoria sullo stato della finanza degli enti locali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

LA COMPETITIVITA’ NELL’ETA’ DELL’EURO

L’AVANZO DEL BILANCIO DEI COMUNI NEL 1998


Un problema: l’avanzo di amministrazione. Scorrendo i numeri a disposizione emerge in primo luogo un dato, tutti i comuni del Friuli-Venezia Giulia concludono l’esercizio 1998 con un avanzo di amministrazione; con il metodo delle approsimazioni successive e sempre riferendoci al sistema è possibile approdare ad una prima constatazione: i municipi del Friuli-Venezia Giulia non versano in condizione di crisi finanziaria. Si potrà obiettare che i principi contabili che disciplinano l’accertamento dell’avanzo sono tali da produrre un effetto ottico che falsa la reale situazione finanziaria dei comuni, ma se l’avanzo è presente in ogni municipio, se assume l’entità che i dati confermano e se la deliberazione di assestamento dei conti comunali è diventata così diffusamente una occasione per decidere voci di spesa –non virtuale- che non erano state incluse nel preventivo è ragionevole ritenere che il fenomeno non sia una illusione contabile. Il totale regionale dell’avanzo 1998 prodotto dai comuni è pari a 172,2 miliardi, si tratta di un importo rilevante che supera di molto il valore delle variazioni di bilancio fatte dalla Regione in questi ultimi anni e per la cui approvazione nascono le tensioni politiche che sono note a tutti, la variazione del comune di Trieste ha una dimensione significativa ma non se ne sente parlare. Per onor del vero va precisato che il vero avanzo di amministrazione della Regione non coincide con il valore iscritto in variazione perché già in sede di bilancio di previsione il Consiglio regionale apposta fra le entrate l’importo dell’avanzo presunto, dopo la approvazione del conto consuntivo tale valore viene incrementato della residua parte dell’avanzo accertato ed è quest’ultima la voce che viene iscritta in variazione......... leggi tutto il documento

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